“La fine che non è una fine
Ci sono stagioni che finiscono con un risultato.
E poi ci sono stagioni che finiscono con delle parole.
Quelle giuste.


Quelle che restano.


La Serie C dell’Alfa Omega si chiude così.


Non con un tabellone.
Non con un punteggio.
Ma con un percorso…”

Un po’ devo ancora realizzare che abbiamo finito.

Mi tornano in mente i primi allenamenti, con tanti volti nuovi. Un gruppo nuovo, equilibri da costruire da zero. Le amichevoli doppie C e U19, i primi infortuni, le difficoltà del girone d’andata. Le etichette da fuori su alcuni di voi: “non valgono”. Quelle parole le abbiamo sentite tutti, anche quando facevamo finta di no.

Poi però penso a quello che ho visto davvero io.

Vi ho visto a San Cesareo dominare.
Vi ho visto battere Vigna Pia.
Vi ho visto rullare quasi tutti in casa e stare 39 minuti sopra a Bracciano… e poi buttarla via.
E soprattutto, nel girone di ritorno, vi ho visto giocare una pallacanestro tutta nostra: divertente, libera, con fiducia.

Ma più di tutto, vi ho visto uniti.
E questa è la cosa più difficile da costruire.

Vi ho visto crescere. Tanto.
E forse non ve ne siete nemmeno accorti fino in fondo. Ma si può crescere sempre: a trent’anni, a trentacinque, ogni giorno.
E noi ne siamo la dimostrazione.

Ho visto Ciambra passare dall’essere etichettato da altri come “ex giocatore spacca squadre” a diventare il cuore pulsante del nostro sistema.
Ho visto Totò arrivare come un ragazzino spaventato… e guadagnarsi tutto, pezzo dopo pezzo, aprendo anche la sua (discutibile) rivalità con Rossi.
Ho visto Simone e Dipa stare al mio fianco ogni minuto, come sempre da quando li conosco: i miei fidi scudieri, anche quando le cose non giravano.
Ho visto Cianca arrivare sfiduciato e prendersi una stagione da protagonista assoluto, come merita.
Ho visto Claudio difendere sui migliori giocatori del campionato, metterli in difficoltà più di chiunque altro e ritrovare il piacere di giocare, crescendo tantissimo.
Ho visto Oleg, al primo anno tra i grandi, buttare dentro tutto: cuore, energia, voglia. E crescere accanto a voi.
Ho visto Giulio portarci quel veleno, quella cattiveria, quella voglia di vincere — anche di rompere il cazzo quando serviva — che ci ha fatto fare un salto di qualità vero.
Ho visto Alessio fare un percorso che per me è una delle soddisfazioni più grandi: brillare in un campionato senior a 19 anni.
Ho visto Giovanni smettere di essere “l’under” e diventare un giocatore pronto, capace di stare in campo nei momenti che contano.

E non posso non citare anche tutti gli altri U19, che stanno ancora facendo una stagione straordinaria.
Ragazzi che ogni giorno incastrano maturità, università, allenamenti e partite, senza mai tirarsi indietro.
Che magari hanno avuto meno minuti con noi, ma non hanno mai fatto mancare presenza, serietà e disponibilità.
E soprattutto hanno dato tutto loro stessi per questa squadra, sempre.

E in tutto questo, io ero sicuro di una cosa fin dall’inizio: che eravate le persone giuste.

Grazie.
Per quello che mi avete dato ogni giorno.
Per la fiducia in un coach così giovane.
Per non aver mai messo i problemi personali davanti a quelli della squadra.
Per le facce dopo le sconfitte e per come siete tornati il giorno dopo.

A nome dell’Alfa, grazie per aver portato questa squadra dove, onestamente, in pochi pensavano potesse arrivare a inizio stagione.

Non è finita qui.
Continueremo ad allenarci. Chi vorrà continuare a lavorare, migliorarsi, stare dentro questa idea — a prescindere da quello che sarà l’anno prossimo — sa che le porte sono aperte.

E un ultimo grazie, fondamentale, allo staff: per il lavoro, per la fiducia, per aver condiviso tutto questo con me.

Ci siamo guadagnati qualcosa che va oltre il risultato.
Ci siamo guadagnati lo stare bene insieme.
Ed è questo che ci permetterà di ricordare questa annata con grande gioia, per tutte le piccole soddisfazioni che ci siamo presi.

Anche se, lo ammetto, le discussioni tra Giulio e Ciambra mi mancheranno!

Buon riposo, ragazzi miei.
Vi voglio bene.

Coach Dimitri

La lettera del Capitano:

“A prescindere da quello che sarà il prossimo anno per ognuno di noi, voglio dirvi grazie anche da parte mia. Seriamente.

È stata una stagione dura, personalmente non così semplice, ma voi l’avete resa speciale. Lo avete fatto con quello che abbiamo costruito insieme, con un risultato tutt’altro che scontato… per molti addirittura “impossibile”.

C’è chi ci ha dato dei finiti prima ancora di iniziare o di far parlare il campo. C’è chi dice che siamo bravi solo a fare casino. Ci sono tanti che ci hanno riconosciuto la loro stima. Ma soprattutto tantissimi che ci hanno sempre sostenuto dal giorno uno, come si fa in una grande famiglia.

Mi porto dietro qualcosa di ognuno di voi. Un momento, un gesto, un motivo per cui questo gruppo è stato diverso. Ed è proprio questo il bello… un gruppo sano, vero, dove il senso di appartenenza non è solo una parola, ma qualcosa che abbiamo vissuto ogni giorno.

Comunque vada, questo resta. E resterà sempre. Siamo il gruppo che ha riportato i playoff all’Alfa dopo tanti anni.

E fidatevi, non è poco.

Grazie al coach, ai coach, allo staff tutto… e soprattutto a tutti voi SQUADRA.

Essere capitano in gruppi così è decisamente più bello.”


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